Le Grotte

Sono gli scrigni del parco. Testimonianza del passaggio delle ere geologiche e dell’uomo.

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Sono gli scrigni del Parco

Hanno mantenuto traccia delle variazioni climatiche, del livello del mare e della presenza dell’uomo nelle varie ere geologiche

Le grotte del promontorio sono dei veri e propri scrigni, dove si possono osservare le tracce delle variazioni climatiche e del livello del mare nelle varie ere geologiche. Ogni strato è la pagina del libro della storia naturale. La più suggestiva è la Grotta delle Capre, un’imponente cavità a forma di cupola. È lunga circa 35 metri e alta dai 15 ai 20 metri nel mezzo della volta. Sulle sue pareti sono visibili le stratificazioni dovute all’azione erosiva di un mare più alto dell’attuale. Sono presenti inoltre numerosi fori di litodomi, molluschi marini che scavavano la roccia calcarea per ricavarne un rifugio. Le grotte del Circeo sono importanti anche da un punto di vista paleontologico. Numerosi e preziosi fossili testimoniano un’antichissima presenza umana. La grotta più conosciuta è la Grotta Guattari al cui interno, nel 1939, fu rinvenuto un cranio appartenente all’uomo di Neandertal. Nelle grotte, oltre a ritrovamenti di origine umana, compresi manufatti in selce di piccole dimensioni, furono scoperti fossili di micro e macro fauna che hanno permesso agli studiosi di ricostruire l’ambiente del passato.

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1939
Anno in cui fu scoperto il cranio dell'Uomo di Neanderthal più completo e nel miglior stato di conservazione che sia stato rinvenuto fin'ora
70000
Gli anni in cui la Grotta Guattari è rimasta sigillata da una frana provvidenziale che ne ha preservato l'interno
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Sono le grotte di superficie o sommerse scoperte lungo la costa del Promontorio del Circeo,

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