Le Zone Umide

un importante ecosistema palustre

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Un ecosistema palustre di interesse internazionale. Formato dai quattro laghi costieri e dalle zone circostanti stagionalmente allagate.

 

A ridosso della duna litoranea si sviluppano le zone umide, ciò che resta delle antiche Paludi Pontine. Sono formate dai quattro laghi costieri (Lago di Caprolace, Lago di Paola o di Sabaudia, Lago dei Monaci e Lago di Fogliano) e dalle zone circostanti stagionalmente allagate. I laghi sono in realtà stagni costieri dalle acque salmastre e poco profonde il cui ricambio continuo è assicurato da una serie di canali che comunicano col mare. I laghi e le zone umide circostanti costituiscono il più importante ecosistema palustre d’Italia e formano un complesso territoriale dichiarato nel 1978 “Zona Umida di Interesse Internazionale” ai sensi della Convenzione di Ramsar. All’interno di quest’area è presente anche la Riserva Naturale Integrale Pantani dell’Inferno, di circa 40 ha, istituita per proteggere la zona con le sue caratteristiche ambientali particolarmente adatte per la sosta, lo svernamento e la nidificazione di numerosi uccelli migratori. La vegetazione prevalente è quella delle zone umide e dei pascoli: intorno ai laghi vi sono giunchi, carici, scirpi e molte altre specie erbacee che costituiscono i pascoli sfruttati in gran parte dall’allevamento delle bufale. Nelle zone periodicamente inondate si trovano la lisca, la cannuccia di palude, il giglio giallo, la salicornia, la suaeda marittima, l’atriplice portulacoide, l’inula, il limonio comune e i tamerici. Nelle zone più boscose sono presenti anche eucalipti ed esemplari della famiglia delle querce.

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